La cerimonia del tè consiste nel portare su un vassoio al cospetto dell’ospite il bollitore con l’acqua, il tè verde e lo zucchero a zollette, insieme a un mazzetto di menta fresca.
Il procedimento incomincia con il versare una piccola quantità di acqua bollente sul tè e con il muovere la teiera effettuando dei gesti circolari per far gonfiare il tè e pulirlo dalle impurità. Una volta fatto ciò, si elimina l’acqua in un bicchiere. In seguito si aggiunge la menta fresca e lo zucchero nella teiera insieme ad altra acqua bollente e la si rimette sul fuoco per pochi minuti.
A questo punto il tè è pronto a essere servito e viene versato dall’alto in piccoli bicchieri di vetro decorati con un getto allungato che permette l’areazione del liquido e la sua ossigenazione.
Il tè alla menta viene preparato e consumato durante tutto l’arco della giornata e viene offerto agli ospiti a qualsiasi ora. È considerato segno di apprezzamento berlo con estrema calma – anche impiegando 30 minuti – e non rifiutare nessun bicchiere, finché non si arriva al terzo.
Le foglie continuano a restare in infusione per tutto il tempo della cerimonia e quindi ogni tazza avrà un gusto sempre più intenso. A tale proposito i berberi dicono che “il primo bicchiere è zuccherato come la vita, il secondo dolce come l’amore e il terzo amaro come la morte“.
Durante l’inverno, in assenza della menta, è spesso utilizzato l’assenzio (chiba).
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